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Suasa
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mweqSuasa era un'antica città romana situata nell'odierno comune di mwegCastelleone di Suasa (mwewAN) in località Pian Volpello,cite-ref-archeomarche-beniculturali-it-1-0[1] su un terrazzo di fondovalle alla destra del mwgafiume Cesano.

Contents

Storia
Foro
Teatro
Museo
Note

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Storia

La sua fondazione risale all'inizio del mwiaIII secolo a.C. quando i romani dopo la vittoria nella mwiqbattaglia di Sentino (mwig295 a.C.)cite-ref-2[2] iniziarono a popolare l'mwjwAger Gallicus (territorio così chiamato per la precedente presenza dei mwkaGalli mwkqSenoni corrispondente alle odierne province di mwkgPesaro Urbino e mwkwAncona) con numerose città quali Suasa e le confinanti mwlamwlqSentinum (mwlgSassoferrato), mwlwForum Sempronii (mwmaFossombrone), mwmqmwmgOstra, mwmwSena Gallica (mwnaSenigallia), mwnqFanum Fortunae (mwngFano).

Suasa era l'unica città romana nella mwoavalle del Cesano, situata a circa 30mwoq km dalla foce del fiume. La città era attraversata da due strade principali: un diverticolo della mwogVia Flaminia che da mwowSentinum, staccandosi dalla via consolare conduceva a mwpaSena Gallica, tenendo la destra del mwpqfiume Cesano, e dalla mwpgVia Salaria Gallica, una strada intervalliva che la collegava con mwpwForum Sempronii a Nord e mwqaOstra a Sud.

Il consolidamento del primo nucleo abitato è riconducibile alla mwqgLex flaminia de agro gallico et piceno viritim dividundo ("Legge Flaminia sul territorio gallico e piceno da distribuire individualmente") del mwqw232 a.C. con la quale tutto l'mwraager Gallicus e il mwrqPiceno vennero riorganizzati. Questo nucleo urbano si configurava amministrativamente come mwrgpraefectura.

Nel mwsaI secolo a.C. Suasa diventa mwsqmwsgmunicipium assumendo quindi una maggiore autonomia amministrativa e politica.

Nel mwtaI secolo d.C. la città viene monumentalizzata con la costruzione dei maggiori edifici pubblici al momento conosciuti: l'anfiteatro, il teatro e il foro commerciale.

La città nel mwtgIII secolo d.C. affronta un graduale declino dovuto alla crisi economica e demografica che interessava la penisola italica, successivamente nel mwtw409 d.C. viene attraversata da mwuaAlarico I re dei mwuqVisigoti nel suo viaggio verso mwugRoma in occasione del celebre mwuwSacco.

Nel corso del mwvqV secolo d.C. si spopola progressivamente fino al definitivo abbandono nel corso del mwvgVI secolo d.C., dovuto alla mwvwGuerra greco-gotica che tra il mwwa535 e il mwwq553 sconvolge queste zone. La scarsa difendibilità delle città di fondovalle come Suasa ne decreta l'abbandono da parte della popolazione che si rifugia sulle alture circostanti dando origine ai paesi medievali tuttora abitati, come mwwgCastelleone di Suasa, mwwwCorinaldo, mwxaSan Lorenzo in Campo, mwxqMondavio e la sua frazione di mwxgSant'Andrea di Suasa, mwxwOrciano. Il nucleo urbano da questo momento diventa una cava di materiali di recupero per la costruzione dei nuovi abitati.

La città abbandonata continua ad essere frequentata da occasionali viaggiatori in quanto la strada su cui insiste è stata continuamente in uso fino ai nostri giorni, mentre le strutture della città, sopravvissute alle antiche spoliazioni, vennero progressivamente interrate dal sedimento pluviale.

Urbanistica

La città è oggetto di regolari campagne di scavo sin dal mwyw1987 da parte del dipartimento di archeologia dell'mwzaUniversità di Bologna. Al momento sono state riportate alla luce o scoperte numerose strutture pubbliche e private: l'mwzqanfiteatro, il mwzgteatro, la mwzwmwaadomus dei Coiedii, un'adiacente domus tardorepubblicana, il mwaqforo, il mwagcardine massimo, le mwawnecropoli.

Parco archeologico

Nel parco si può visitare un'abitazione romana, la mwbgdomus dei Coiedii, musealizzata all'aperto, di grande interesse per la complessità architettonica. La mwbwdomus fu abitata a lungo, raggiungendo il massimo splendore nel mwcaII secolo d.C. Splendidi i mosaici rinvenuti al suo interno, che costituiscono il complesso unitario più importante delle mwcqMarche. Si possono ammirare scene mwcgmitologiche, floreali e geometriche, ma soprattutto un magnifico pavimento marmoreo realizzato con oltre quindici tipi diversi di pietra. Una copertura e passerelle sopraelevate consentono il percorso di visita. Adagiato ai piedi della collina si trova il poderoso mwcwanfiteatro. Durante la stagione estiva vi si svolgono suggestivi spettacoli teatrali.

Anfiteatro

L'anfiteatro è l'unica struttura della città rimasta sempre in vista seppur parzialmente interrato. Ha la forma di una perfetta ellisse con le dimensioni di 98,7 m (333 piedi) per 77,7 m (260 piedi) che lo rendono l'anfiteatro più grande della regione Marche che sia giunto fino a noi. È stato edificato nel mwfqI secolo d.C.

Domus dei Coiedii

Abitazione privata appartenuta ai Coiedii, una famiglia di rango senatoriale il cui membro più prestigioso, mwiqLucio Coiedio Candido, servì l'imperatore mwigClaudio nel suo esercito, fu da lui insignito di numerose onorificenze e ricoprì diversi incarichi politici arrivando a diventare mwiwquestore dell'erario di Saturno. La domus si estende per una superficie di 3500 mmwja2, è decorata con numerosi mwjqmosaici e un pavimento in mwjgmwjwopus sectile; si sono rinvenuti in fase di crollo numerose decorazioni parietali realizzate con la tecnica dell'mwkaaffresco.

Foro

L'enorme piazza della città di forma rettangolare (50x100 m) era circondata su tre lati da una mwkwstruttura porticata a mwlaferro di cavallo, che ospitava decine di botteghe artigiane e negozi, mentre sul quarto lato era lambita dalla via principale (mwlqcardine massimo). Il foro di Suasa è uno degli edifici in cui le ricerche sono attive da più tempo e la sua architettura generale è stata definita, pur essendo in pessimo stato di conservazione. Si tratta di una grande piazza porticata su tre lati, realizzata tra l’mwlgetà augustea e la prima mwlwetà giulio claudia, con il quarto lato lungo parallelo alla strada dove si trovava un recinto su cui si aprivano i tre ingressi principali. Si tratta di un impianto unitario fondato su un grande livellamento artificiale, che ha coperto precedenti strutture di epoca repubblicana (riferibili ai secoli II-I sec. a.C.), che sono state individuate sotto l’ala settentrionale e meridionale del portico a ridosso della strada.cite-ref-web-archive-org-3-0[3]

Nel corso dei vecchi scavi precedenti all'anno 2003 erano stati riportati in luce alcuni basamenti rettangolari modanati, probabilmente riferibili a monumenti onorari, sotto l’ala meridionale del portico. I nuovi scavi hanno riportato in luce due edifici di culto sotto l’ala settentrionale: un tempio circolare a podio con rivestimento in blocchi lapidei e decorazioni in stucco e un altro tempio rettangolare con fronte modanata e alzato in argilla cruda, con altare antistante rivolto a ovest. Nei pressi è stato rinvenuto fuori contesto un cippo con dedica al dio mwngSilvano, databile al sec. III d.C. Dato che questa divinità annovera tra le tante sfere di influenza anche l’ambito dei boschi e quindi del legno che ne deriva, il mwnwcippo è stato collegato ad una possibile agenzia per la vendita del legname posta in questo punto del mwoaportico del mwoqforo.cite-ref-web-archive-org-3-1[3]

Teatro

Il mwqateatro e un altro edificio a sud della città è stato Scoperto durante la campagna di scavo mwqq2003 grazie ad una foto aerea, è adiacente all'mwqganfiteatro.cite-ref-storia-culture-civilta-unibo-it-4-0[4] L’anno seguente è stato effettuato lo scavo di un piccolo settore meridionale, comprendente alcuni cunei della cavea, l'aditus meridionale e parte dell’edificio scenico (paraskenia). Purtroppo lo stato di conservazione non è ottimale: non si conservano piani pavimentali integri, la scena è in crollo e la cavea è stata spogliata. Sulla parte esterna della cavea si trova un ampliamento successivo del perimetro esterno della cavea stessa, costruito su una fondazione di macerie compattate ricca di frammenti di anfore con probabile funzione drenante databili circa al sec. II-III d.C., che a sua volta si appoggia al resto della cavea. Sulla base di queste scoperte si ipotizza che il teatro possa essere stato costruito prima del sec. II d.C., forse già in età alto-imperiale, e ampliato successivamente, forse nel corso del sec. III d.C. Il diametro della cavea, ricostruito dal rilievo delle tracce sull'erba, è di circa cinquanta metri, mentre l’ampliamento a cui si è fatto cenno è di tre metri. La scena è parallela al muro di fondo della domus dei Coiedii e quindi l’edificio risulta anch’ esso inserito nell'organizzazione razionale dello spazio urbano.cite-ref-storia-culture-civilta-unibo-it-4-1[4]

Scavi archeologici

A partire dal 1987 la Soprintendenza Archeologica per le Marche e l’Università di Bologna, hanno avviato un programma di scavi che ha permesso di rinvenire l’antica via basolata, il foro commerciale con botteghe e laboratori, due aree sepolcrali, l’anfiteatro (fine I sec. a.C.), edifici pubblici, strutture abitative private e soprattutto la ricca abitazione patrizia detta domus dei Coiedii.cite-ref-archeomarche-beniculturali-it-1-1[1]

Arte da Suasa

Museo

Note

cite-note-archeomarche-beniculturali-it-11. mwyqmwygmwywSuasa - Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, su mwzaarcheomarche.beniculturali.it. mwzqURL consultato il 22 giugno 2019 mwzg(archiviato dall'mwzwurl originale il 4 marzo 2016).
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cite-note-storia-culture-civilta-unibo-it-44. mw6wmw7amw7qLa scoperta del teatro e il saggio di scavo (2003-2004), su mw7gstoria-culture-civilta.unibo.it. mw7wURL consultato il 3 dicembre 2023 mw8a(archiviato dall'mw8qurl originale il 14 aprile 2014).

Bibliografia

Fonti antiche

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Fonti storiografiche moderne

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• mwawcSandro de Maria, Enrico Giorgi, Urbanistica e assetti monumentali di Suasa. Novità dalle ricerche recenti. Epigrafia e archeologia romana nel territorio marchigiano. Atti del Convegno di Studi (Macerata, 22-23 aprile 2013)(ICHNIA COLLANA DEL DIPARTIMENTO DI STUDI UMANISTICI 13) - UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MACERATA, su Gianfranco Paci (a cura di), academia.edu, Macerata, Edizioni TORED, 2013, ISBN 978-88-88617-74-9. URL consultato il 20 novembre 2023.

Voci correlate
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Suasa

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su parcosuasa.it.
• citerefenciclopedia-dell-arte-anticaSuasa, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefarachne(DE) Suasa, su Arachne.
• mwaxwConsorzio Città Romana di Suasa - Progetto Suasa Ente gestore del parco archeologico, su progettosuasa.it.
• mwax4Le missioni archeologiche a Suasa - Università di Bologna, su storia-culture-civilta.unibo.it. URL consultato il 10 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2014).
• mwayaSuasa - nel sito www.romanoimpero.com, su romanoimpero.com.